Tuesday, November 26, 2013

Sepúlveda e la lumaca




Durante questo semestre, con la tema d’immigrazione, parliamo spesso dell’infanzia, com’è un aspetto importante delle storie di tutte le scrittrici. Allora, ho trovato casualmente un’intervista nell’Espresso della Repubblica con Luis Sepúlveda, uno scrittore e attivista cileno, in cui lui parla del suo nuovo libro “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza.” È una favola per bambini, ma anche per gli adulti, che racconta la storia di una giovane lumaca “anticonformista” che vuole scoprire il mondo. Nel suo libro, Sepúlveda contesta il bisogno della società di vivere sempre una vita veloce e moderna:
“Ci dicono che se abbiamo un telefono cellulare di ultima generazione la nostra vita sarà più rapida, più felice e più intensa. Però non ci viene mai detto che questo cellulare ha una batteria, che questa batteria si fa con minerali chiamati coltan e litio, e che per ottenere questi minerali a basso prezzo si umiliano, si schiavizzano e si destabilizzano socialmente, economicamente e politicamente i paesi africani e latinoamericani in cui si estraggono coltan e litio.”
Nel libro, Sepúlveda sceglie un piccolo animale per dimostrare le sue teme di saggezza e coraggio per creare un mondo migliore. È interessante perché lui è anche un immigrato: è nato in Cile, ma è un cittadino francese e ora vive in Spagna. Lui ha un grande pubblico italiano (e lui anche parla italiano), e adesso il suo libro è un “bestseller.”

La ragione per cui l’ho scelto per questo blog è perché, come abbiamo visto, la lettura è una parte fondamentale dell’istruzione dei bambini, e su vasta scala, dell’infanzia. Da piccolo, alcuni dei miei ricordi preferiti erano leggere e imparare del mondo. Secondo voi, quali sono i libri classici dell’infanzia? Se vi è piaciuto leggere, quali erano i vostri libri preferiti?

Wednesday, November 20, 2013

Cinesi a Prato



Dopo aver letto le prime pagine della storia di Yue, volevo sapere più della comunità cinese in Italia e la storia dell’immigrazione cinese. Quindi, come sempre, ho fatto una ricerca sul internet, e ho trovato un po’ di informazione. In realtà, c’è una grande comunità cinese a Prato, vicino a Firenze, in Toscana. In 2010, c’erano 11.882 persone di origine cinese, circa 6,32% della popolazione. Questa comunità cinese viene dalla provincia Zhejiang, una provincia orientale costiera, la cui capoluogo è Hangzhou. Di più, in qualche parte della città ci sono cartelli e insegni in cinese e italiano, perché la concentrazione di cinesi è così grande.

Ora ci sono alcuni scrittori e registe che raccontano le storie di questa comunità. Per esempio, il libro "I Cinesi di Prato" di Hong Li Ping racconta la storia di immigrazione cinese alla fine degli anni ’80. Nelle sue parole, "ho incontrato molti amici cinesi di Prato e italiani. Mi sono commossa per la ricchezza delle loro storie e ho voluto approfondire la conoscenza." Adesso il libro è disponibile solo in cinese.

Inoltre a questo libro, c’è anche un documentario sulla comunità cinese che si chiama "L’occupazione cinese: Made in Prato" del regista Massimo Luconi. Durante il trailer, vediamo un uomo di origine cinese nel suo negozio di vestiti, e un altro che guida la macchina parlando della sua comunità a Prato. C’è anche una giovane che parla dell’alfabeta cinese e perché la cinese è interessante per lei. Dopo aver guardato questo piccolo pezzo del film, è evidente che la comunità faccia uno sforzo per integrarsi in Italia, sempre ricordando i suoi radici.
Guardate il trailer qua:



Monday, November 4, 2013

La Censura in Eritrea

Ero curioso della presenza italiana in Eritrea oggi, e ho deciso di cercare un giornale eritreo, o un giornale per gli eritrei in italiano. Però, dopo una ricerca esaustiva, non ho potuto trovare niente. Allora, la ragione per cui non sono riuscito è la mancanza della libertà di stampa in Eritrea. In 2012, l’organizzazione di Reporters Without Borders ha dichiarato che Eritrea era il paese più censurato del mondo, prima della Corea del Nord e la Siria. In altre parole, i giornalisti stranieri non sono dati permesso di entrare il paese, e i media sono controllati dal governo .


Ci sono alcune ragioni per cui l’Eritrea sarebbe così censurata: il conflitto con l’Etiopia che ha durato per trenta anni; il presidente Isaias Afewerki, che dirige il paese da 1991; è diventato una prigione per giornalisti; e, non c’è nessun’agenzia di stampa nel paese.

Non è un sorpreso che l’Eritrea sia considerata uno del paese peggiore a proposito dei diritti umani. Sfortunatamente, il paese non minaccia la sicurezza globale quanto la Cina, la Corea del Nord e l’Iran, e quindi, adesso il problema della censura non attira abbastanza attenzione per migliorarlo.


Io sono sempre fascinato dai paesi, dove la libertà di espressione è limitata, perché non posso immaginare vivere in una cultura così dura.