Tuesday, October 29, 2013

Un azzurro ai Pistons



La scorsa volta, noi parlavamo un po’ dello sport in Italia. Allora, questa settimana, voglio scrivere su un atleta, nella NBA, Gigi Datome. Non sono un vero tifoso della pallacanestro americana, ma pensavo che sarebbe interessante di parlare di un atleta che abita non lontano da Ann Arbor.

Gigi Datome (nato Luigi, il 27 novembre 1987),  ha giocato per dieci anni nella Nazionale Italiana sulle squadre di Siena, Lottomatica Roma, e Acea Roma, prima di venire negli Stati Uniti quest’anno per giocare sulla squadra dei Detroit Pistons. In un articolo nella Repubblica, lui descrive le sue prime giornate con la squadra: ''Eccitante. Un po' come il primo giorno di scuola con la differenza di cominciare un capitolo bellissimo della mia vita. Qualcuno mi chiama Jesus (colpa della lunga chioma, ndr), per quasi tutti però sono semplicemente Gigi.'' Di più, sembra che lui si stia integrando nella vita americana, e che lui stia migliorando il suo inglese. A lui piace l’organizzazione dei Pistons, perché ci sono tanti persone intorna alla squadra che prendono cura dei giocatori.  

Ma tutto questo non vuol dire che il mondo di pallacanestro sia simile: “mi sembra tutto molto più rapido. Qui sono praticamente tutti super atleti e hai poco tempo per fare delle scelte in campo. Devi prendere decisioni in pochi attimi, rispetto all'Europa davvero va fatto tutto più rapidamente,'' dice Gigi. Però con un biennale da 3,5 milioni di dollari e un aereo privato per la squadra, la velocità di Detroit vale la pena.


In più Gigi non è il solo giocatore italiano negli Stati Uniti; in totale ci sono quatto: Danilo Gallinari, Marco Belinelli, Andrea Bargnari, e lui. Mercoledì Gigi comincerà la sua stagione con i Pistons contro Washington. Gigi vuole divertirsi con lo sport, e lui felice essere qui. Nelle sue parole, “Chi l'avrebbe mai detto.''

Tuesday, October 22, 2013

Stereotipi europei


Oggi ho letto un articolo sul Corriere Immigrazione, “Le mappe del pregiudizio.” Nell’articolo, lo scrittore ha descritto come qualcuno che si chiama “AlphaDesigner” ha ricreato la mappa d’Europa pensando agli stereotipi del punta di vista per ogni paese. Per esempio, lui a creato la mappa secondo gli italiani, in cui Italia è divisa in mezzo, il nord “Italia” e il sud “Etiopia.” Le mappe sono fatte con un senso sarcastico o comico. Mi ricordo di aver visto altre immagini di quest’artista sul Facebook, ma la quale degli Stati Uniti. Forse è più facile vederlo:
Lui ha anche fatto una mappa attraverso lo squadro del Vaticano:

Allo scrittore non sono piaciute le mappe, e non l’ha veramente capito:
Un giochino insomma. Nelle mappazze manca ogni spiegazione. Quante persone, di che età, di che classe sociale dicono cosa? Quando? A chi? Dove? Sono frasi carpite nelle toilettes degli aeroporti europei o sfuggite nei corsi di formazione alle guide turistiche? Non è dato sapere e potrebbe essere poco importante.”
Devo dire che sono d’accordo con lui. Secondo me, non è così divertente, perfino c’è un po’ di verità in queste immagini. È semplicistico di dire che tutti i cittadini dell’Europa rappresentano questi stereotipi. È negativo, e non è una commedia intelligente; non mi sento sorpreso, ma piuttosto confuso.
Però questo è solo quello che penso io. Capisco che non sono immagini seri; è un commento sugli stereotipi trasmetti dappertutto il mondo. La mia domanda è questa: Pensate che immagini rinforzino gli stereotipi, oppure, che loro (o la commedia in genere) li fanno diminuire? Sono male, o inoffensive? Qual è il punto in cui non è giusto di prendersi in giro un popolo?
All’inizio della mia ricerca per questo blog, pensavo di scrivere sull’Albania, perché nel libro di Miranda Sulce non c’era molta informazione sul paese. È interessante, perché per la maggior parte, l’Albania è quasi ignorata, con solo una forma grigia per indicare che il paese esiste. Vorrei imparare più della storia d’Albania, come il governo ha influenzato la vita di Miranda e la sua famiglia, e perché lei ha la nostalgia per un paese dove lei ha vissuto una vita difficile. È importante di conoscere la storia non dalle generalizzazioni sull’internet, ma piuttosto dalle esperienze del popolo il quale paese è messo in discussione. 

Tuesday, October 15, 2013

Lampedusa


Dato che durante le scorse settimane l’isola di Lampedusa sia stata messa in risalto a causa dell’immigrazione, volevo conoscere più su quest’isola. Dov’è l’isola? Quante persone abitano laggiù? Perché ci sono tanti immigrati dal Medio Orientale?

Per cominciare, l’isola è situata nel mare mediterraneo, vicina a Tunisi e Algeri e fra Sicilia e Tunisia. Quindi, è comprensibile perché ci siano tanti immigrati dal Medio Orientale. Lampedusa è dunque il primo punto per questa gente. Lampedusa ha una popolazione di circa 6300 abitanti, i lampedusani, e la superficie dell’isola è circa 25 km al quadrato , cioè, tre volte meno di quella di Ann Arbor (75 km al quadrato). Basta dire che l’isola è piccolissima. Lampedusa appartiene alla provincia Agrigento, che appartiene alla Sicilia. E’ così piccola che non possa davvero trovare più di alcuni dettagli sull’isola. Fa parte delle isole Pelagie, un arcipelago d’Italia che è compreso di quattro isole: Isola dei Conigli, Lampione, Linosa, e Lampedusa. Lampedusa è di gran lunga l’isola più grande. Questo gruppo d’isole fa parte delle isole della Sicilia, in cui ci sono 19 isole abitate, e in totale ci sono 105. In genere, se si cerca sul internet Lampedusa, si può vedere che è una destinazione turistica popolare.

Ogni giorno, o piuttosto notte, gli immigrati continuano di sbarcare sull’isola in una situazione simili alla tragedia di 3 ottobre: una barca sovrappopolato di immigrati di Siria o d’Eritrei. Per esempio, oggi ho trovato un articolo nella Corriere della Sera su quattro barconi di migranti che sono stati accettati nella notte. C’erano 400 migranti che sono stati salvati. Di più, venerdì scorso un barcone con circa 250 eritrei è stato soccorso a Lampedusa. Sembra che la situazione stia solo peggiorando ogni giorno, e specialmente le condizioni per gli immigrati una volta arrivati sulla costa.
Dopo aver letto tanti narrativi di questa situazione, è ovvio che la politica della Siria e gli altri paesi del Medio Oriente non sia contenuta alle sue confini

Tuesday, October 8, 2013

Un momento storico


In questo blog, voglio parlare del giorno in cui Jorge Mario Bergoglio è diventato Papa.
Quando ho sentito le notizie di Benedetto XVI, non avevo nessuna reazione in particolare, ma pensavo che sarebbe un buon’opportunitè per un altro cardinale di condurre la chiesa in una nuova direzione. C’erano sempre dei rumori di Benedetto, che lui aveva supporto i nazi o che aveva tentato di coprire lo scandolo del abuso nella chiesa. Non so la verità, ma sembrava che Benedetto non è stata amata dal popolo.
Però, quando Francesco è stato eletto, l’opinione pubblica era molto favorabile di lui. La gente ha lodato il suo impegno ai poveri, i suoi origini italiani, e il suo paese materno. La gente ha ancora parlato di un regno del Francesco che potessi cambiare la chiesa in un modo positivo. Ma tutti hanno parlato del suo primo discorso la sera del 13 marzo e il senso di ispirazione:
"Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà", ha proseguito, impartendo la benedizione in latino e concedendo l'indulgenza plenaria. "Grazie tante dell'accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo''

Era un momento storico per la chiesa; per la prima volta il Papa era di America del Sud, e lui era anche un gesuita. Francesco si è presentanto come un uomo modesto, umile, e sopratutto gentile. In quel momento lui ha mostrato un riconoscimento del suo compito a servire il popolo. Con le piede sulla terra, lui ha mostrato che era uno di noi.

Vi ricordate questo momento? Vi ricordate altri eventi in cui siete stati davvero colpiti dal sentimento di testimoniare alla storia?

Tuesday, October 1, 2013

"Italy in a day" di Gabriele Salvatores


"Cosa ami?", "Di cosa hai paura?", "In cosa credi?" e "Qual è la tua Italia? Queste domande sono chieste ai partecipanti del nuovo film “Italy in a Day” di Gabriele Salvatores.

Questa settimana voglio parlare di un altro articolo che ho trovato sul Huffington Post Italia, “"Italy in a day" di Gabriele Salvatores: da "Life in a day" l'idea di riprendere la vita degli italiani.” E un film composto di piccoli frammenti della vita personale degli italiani in Italia o all’estero. Il 26 ottobre tutti che sono interessati possono filmare un aspetto della vita normale, per esempio, fare la colazione, chiacchierare con gli amici, o fare una passeggiata con la famiglia. I partecipanti possono rispondere alle domande personale per mostrare l’essenza di quello che vuol dire di essere un italiano. Il film è prodotto dalla Rai e da Indiana Productions, e certo il direttore è il famoso Gabriele Salvatores. Secondo lui, il film va “raccontare il presente del nostro Paese con sguardo rivolto al futuro, in una esplosione di energia umana.” Lui è conosciuto per suo film “Mediterraneo,” che ho guardato la primavera scorsa per un corso di film italiano. Di più, il film racconterà non solo gli aspetti più belli della vita italiana, ma anche manterrà un senso di realismo, con l’inclusione dei carceri, militari, e pazienti in ospedale.  
La ragione perché ho scelto quest’articolo è perché nella storia di Sandra, lei parla spesso delle differenze fra la cultura italiana e la cultura di Argentina. Per lei è spesso le piccole cose che le mancano. Ragazzi, se voi viveste in un altro paese, quale sono le cose che vi mancherebbero? Se aveste dovuto rispondere alle stesse domande del film, a proposito degli Stati Uniti, che cosa direte?

Per sapere più, seguite il link: Italy in a day