Tuesday, October 15, 2013

Lampedusa


Dato che durante le scorse settimane l’isola di Lampedusa sia stata messa in risalto a causa dell’immigrazione, volevo conoscere più su quest’isola. Dov’è l’isola? Quante persone abitano laggiù? Perché ci sono tanti immigrati dal Medio Orientale?

Per cominciare, l’isola è situata nel mare mediterraneo, vicina a Tunisi e Algeri e fra Sicilia e Tunisia. Quindi, è comprensibile perché ci siano tanti immigrati dal Medio Orientale. Lampedusa è dunque il primo punto per questa gente. Lampedusa ha una popolazione di circa 6300 abitanti, i lampedusani, e la superficie dell’isola è circa 25 km al quadrato , cioè, tre volte meno di quella di Ann Arbor (75 km al quadrato). Basta dire che l’isola è piccolissima. Lampedusa appartiene alla provincia Agrigento, che appartiene alla Sicilia. E’ così piccola che non possa davvero trovare più di alcuni dettagli sull’isola. Fa parte delle isole Pelagie, un arcipelago d’Italia che è compreso di quattro isole: Isola dei Conigli, Lampione, Linosa, e Lampedusa. Lampedusa è di gran lunga l’isola più grande. Questo gruppo d’isole fa parte delle isole della Sicilia, in cui ci sono 19 isole abitate, e in totale ci sono 105. In genere, se si cerca sul internet Lampedusa, si può vedere che è una destinazione turistica popolare.

Ogni giorno, o piuttosto notte, gli immigrati continuano di sbarcare sull’isola in una situazione simili alla tragedia di 3 ottobre: una barca sovrappopolato di immigrati di Siria o d’Eritrei. Per esempio, oggi ho trovato un articolo nella Corriere della Sera su quattro barconi di migranti che sono stati accettati nella notte. C’erano 400 migranti che sono stati salvati. Di più, venerdì scorso un barcone con circa 250 eritrei è stato soccorso a Lampedusa. Sembra che la situazione stia solo peggiorando ogni giorno, e specialmente le condizioni per gli immigrati una volta arrivati sulla costa.
Dopo aver letto tanti narrativi di questa situazione, è ovvio che la politica della Siria e gli altri paesi del Medio Oriente non sia contenuta alle sue confini

Tuesday, October 8, 2013

Un momento storico


In questo blog, voglio parlare del giorno in cui Jorge Mario Bergoglio è diventato Papa.
Quando ho sentito le notizie di Benedetto XVI, non avevo nessuna reazione in particolare, ma pensavo che sarebbe un buon’opportunitè per un altro cardinale di condurre la chiesa in una nuova direzione. C’erano sempre dei rumori di Benedetto, che lui aveva supporto i nazi o che aveva tentato di coprire lo scandolo del abuso nella chiesa. Non so la verità, ma sembrava che Benedetto non è stata amata dal popolo.
Però, quando Francesco è stato eletto, l’opinione pubblica era molto favorabile di lui. La gente ha lodato il suo impegno ai poveri, i suoi origini italiani, e il suo paese materno. La gente ha ancora parlato di un regno del Francesco che potessi cambiare la chiesa in un modo positivo. Ma tutti hanno parlato del suo primo discorso la sera del 13 marzo e il senso di ispirazione:
"Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà", ha proseguito, impartendo la benedizione in latino e concedendo l'indulgenza plenaria. "Grazie tante dell'accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo''

Era un momento storico per la chiesa; per la prima volta il Papa era di America del Sud, e lui era anche un gesuita. Francesco si è presentanto come un uomo modesto, umile, e sopratutto gentile. In quel momento lui ha mostrato un riconoscimento del suo compito a servire il popolo. Con le piede sulla terra, lui ha mostrato che era uno di noi.

Vi ricordate questo momento? Vi ricordate altri eventi in cui siete stati davvero colpiti dal sentimento di testimoniare alla storia?

Tuesday, October 1, 2013

"Italy in a day" di Gabriele Salvatores


"Cosa ami?", "Di cosa hai paura?", "In cosa credi?" e "Qual è la tua Italia? Queste domande sono chieste ai partecipanti del nuovo film “Italy in a Day” di Gabriele Salvatores.

Questa settimana voglio parlare di un altro articolo che ho trovato sul Huffington Post Italia, “"Italy in a day" di Gabriele Salvatores: da "Life in a day" l'idea di riprendere la vita degli italiani.” E un film composto di piccoli frammenti della vita personale degli italiani in Italia o all’estero. Il 26 ottobre tutti che sono interessati possono filmare un aspetto della vita normale, per esempio, fare la colazione, chiacchierare con gli amici, o fare una passeggiata con la famiglia. I partecipanti possono rispondere alle domande personale per mostrare l’essenza di quello che vuol dire di essere un italiano. Il film è prodotto dalla Rai e da Indiana Productions, e certo il direttore è il famoso Gabriele Salvatores. Secondo lui, il film va “raccontare il presente del nostro Paese con sguardo rivolto al futuro, in una esplosione di energia umana.” Lui è conosciuto per suo film “Mediterraneo,” che ho guardato la primavera scorsa per un corso di film italiano. Di più, il film racconterà non solo gli aspetti più belli della vita italiana, ma anche manterrà un senso di realismo, con l’inclusione dei carceri, militari, e pazienti in ospedale.  
La ragione perché ho scelto quest’articolo è perché nella storia di Sandra, lei parla spesso delle differenze fra la cultura italiana e la cultura di Argentina. Per lei è spesso le piccole cose che le mancano. Ragazzi, se voi viveste in un altro paese, quale sono le cose che vi mancherebbero? Se aveste dovuto rispondere alle stesse domande del film, a proposito degli Stati Uniti, che cosa direte?

Per sapere più, seguite il link: Italy in a day

Tuesday, September 24, 2013

Reazione a "Lei, che sono io"


In questo blog, voglio parlare dei primi capitoli di “Lei, che sono io” da Ammendola. È nuovo per me di leggere una storia in italiano e anche in spagnolo, la lingua del paese in cui la storia succede, Argentina.

I primi capitoli sono semplici, ma sempre interessanti. La storia comincia con il narratore, Clementina Sandra, descrivendo la sua famiglia e dove abita. La sua famiglia è di origine italiana, ma i suoi genitori hanno emigrato in Argentina negli anni ’50 e ’60, quando c’era lavoro per tutti. Da bambina, lei frequentava una scuola parrocchia, dove c’erano altre bambine italiane. Quando Sandra ha detto alla madre di Claudia, un’altra figlia italiana, che suo padre era d’Italia, lei ha detto che lui era “della terronia.”  È una parola spregiativa, per descrivere gli abitanti del sud d’Italia, con una connotazione negativa. Dopo aver detto al suo padre cos’è successo, Sandra è stata vietata di andare più a casa di Claudia. Pero, per Sandra, questa parola non valeva niente.

Ci sono altre piccole storie di Sandra, per esempio quando lei descriva come in Argentina, lei andava a scuola solo nel pomeriggio, perché i bambini erano separati in due gruppi. Anch’io andava alla scuola materna da mezza giornata, ma aveva sempre la babysitter. Qualcosa di più, da bambino giocava i giochi al fuori simile a quelli che giocava Sandra. Secondo me, giocare al fuori è un aspetto caratteristico dell’infanzia.

Quando leggevate la storia, avete notato qualche differenza o similarità fra l’infanzia di Sandra e la vostra? La nonna di Sandra vive sempre in Italia e ha viaggiato in Argentina per vederla. Abitavate vicino alla famiglia o lontano?  

Tuesday, September 17, 2013

Immagini americane e italiane nei media


Quando parlavamo con Ruben la settimana scorsa, pensavo alle differenze fra la cultura in Italia e la quale negli Stati Uniti. Lui ha detto che in Italia la gente piacciono i film e canzoni americani. Non avevo pensato che la cultura americana era così popolare; sapevo che gli attori e musicisti erano famosi, ma non sapevo il livello di questa popolarità.

Ho una curiosità per conoscere com’è la percezione degli americani in Italia, e viceversa, che pensano gli americani della cultura italiana. È interessante, secondo me, perché sembra che gli americani non conoscano tanta cultura e storia italiana quanto gli italiani conoscono gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, quando si pensa dell’Italia, che cosa si dica? Gli italiani sono come i personaggi nel film “Il padrino,” mangiano della pizza ogni giorno, sono tutti cattolici. Però è chiaro che questi stereotipici non si applicano a tutte le persone in Italia o persino le persone dell’origine italiana nel mondo.  

Nel articolo su Mattia Beghelli, uno studente ad Ann Arbor facendo il suo dottorato, lui è stata chiesto dell’immagine della società americana offerta dai media italiani. È questa la realtà, la situazione attuale in tutto il paese? Lui ha risposto:

“In base alla mia esperienza personale, posso dire che i media italiani tendono sempre a cogliere solo gli aspetti più superficiali della società americana… Si preferisce parlare degli aspetti più positivi, esagerandone la portata come del lusso in cui ahimè vive solo una piccola porzione della popolazione, presentato però come la norma.”

Qualche settimana fa, ho guardato il film “Realty” di Matteo Garrone. La trama è di un uomo che vuole partecipare in un programma televisivo “Grande Fratello” (una versione italiana di Big Brother). Non dirò quello che succede, ma il personaggio era affascinato con il programma, la fama dei partecipanti, e la fama in genere derivante dalla cultura americana.

Allora, che cosa pensate? Ci sono qualche esempio della cultura italiana rappresentata nei nostri media? Avete mai guardato un programma italiano ispirato degli Stati Uniti? Perché la cultura americana sembra così attrattiva in Italia, e perché gli americani si interessano nella cultura italiana?


Reality_film.jpg